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Vitamina D e Coronavirus: che legami ci sono?

Tra le innumerevoli proprietà della vitamina D, ne troviamo alcune che svolgono una funzione chiave nel nostro organismo. Queste includono anche l’assorbimento dei minerali, quali magnesio e calcio, e la prevenzione di un elevato numero di patologie. In particolare, la carenza di vitamina D può portare a una riduzione dell’aspettativa di vita, soprattutto nei soggetti anziani che possono trovare difficoltà a integrare attraverso la semplice dieta quelle sostanze che poi vengono trasformate in vitamina D. Oltre all’assunzione di determinati alimenti, che sono peraltro relativamente pochi, un’ulteriore deterrente alla produzione della vitamina D consiste nella necessità di esporsi al sole.

La carenza di vitamina D causa una condizione definita come ipovitaminosi D, spesso associata a un maggior rischio di contrarre rachitismo o osteomalacia, malattie stagionali, quali influenze, sindromi respiratorie acute, o croniche, come patologie cardiovascolari e diabete, fino al declino cognitivo.

La vitamina D ha un ruolo chiave in quella linea di difesa che chiamiamo “risposta immunitaria innata”, ossia quella che agisce fin dalla nascita nel nostro organismo, diversificandosi in vari meccanismi: dalle barriere fisiche, per esempio le mucose, fino alle cellule immunitarie. La vitamina D è perciò indispensabile per garantire l’efficacia del sistema immunitario, in quanto aiuta a prevenire infiammazioni, le infezioni e altre patologie che possono esporre l’organismo a un peggioramento delle condizioni di salute.

Molto spesso, la dieta da sola non è sufficiente per introdurre quantitativi adeguati di questo importante elemento e diventa non solo importante, ma anche vitale assumere integratori di vitamina D.

A nostro avviso l’integratore di vitamina D con la più alta concentrazione di tale vitamina è il Prendak2 (con le sue 2000 UI di vitamina D), studiato e prodotto da BAIF International. Inoltre il Prendak2 contiene Vitamine A, C e K2, che lavorando in sinergia con la Vitamina D portano all’organismo innumerevoli benefici, tra cui l’assorbimento del calcio e il relativo fissaggio a denti ed ossa.

Un organismo che presenta deficit di vitamina D può incorrere in complicazioni in caso di malattie non necessariamente legate alla carenza stessa.

È quanto sembra emergere anche in relazione al recente Coronaviurs. La vitamina D è, infatti, allo studio anche come fattore di prevenzione e cura dell’attuale influenza Covid-19. L’osservazione fatta da due medici dell’Università di Torino ha portato all’evidenza una probabile correlazione fra ipovitaminosi D (carenza di vitamina D) e l’insorgenza di complicazioni dell’infezione da Covid-19. Infatti, in ben più di qualche caso, i pazienti che manifestavano forme più gravi dell’influenza presentavano anche una notevole carenza di vitamina D. Il legame è attualmente motivo di studio e attenzione da parte degli esperti, sebbene non si siano ancora raggiunte evidenze scientifiche. Se confermato, ciò sarebbe un’ulteriore conferma del fatto che la vitamina D giocherebbe un ruolo chiave nel potenziamento del sistema immunitario che, se in condizioni ottimali, è la principale linea di difesa contro il Coronavirus nei pazienti affetti.

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